5 x mille all'Associazione Amicizia Sardegna Palestina
Ego soe unu SHARDANA (SARDANA): Nois semus Zente de Sardinna, marineros, gherreros et banduleros. Sher-Dan, printzipes de Dan, mastros de armas, gherràbamus puru pro sos Egitzios, pro sos Ittitas e contras sos Egizios e sos Ittitas! Apustis arribados in Palestina, nois Shardana fumis partidos pro sa Sardinna e pro sa Irlanda (Tuatha de Danan fiant sos primos kolonizadores de sa Irlanda e sas isulas de Nord). Podiamus esser puru sos Danaos de sa Iliade. COMO SEMUS TORRA INOGHE, IN DOMO NOSTRA


Presentazione del volume collettaneoPALESTINA: UNA TERRA CANCELLATA DALLE MAPPE
Venerdì 26 novembre 2010 ore 17:00
Aula MagnaFacoltà di Scienze Politiche – Viale S. Ignazio, 78 - Cagliari
Interverranno:Wasim Dahmash (Dipartimento di Linguistica e Stilistica)Fawzi Ismaʽil (Associazione Amicizia Sardegna-Palestina)Nicola Melis (Dipartimento Storico Politico Internazionale)
Presiederà: Aide Esu (Dipartimento di Ricerche Economiche e Sociali) In collaborazione conAssociazione AmiciziaSardegna Palestina
Un libro fondamentale per la denuncia del sionismo e per capire un conflito irrisolto da decenni
"Palestina. Una terra cancellata dalle mappe"
Comunicato stampa
E’ in distribuzione nelle librerie italiane un libro importante: "Palestina.: una terra cancellata dalle mappe. Dieci domande sul sionismo". Il testo collettaneo contiene gli atti del convegno di Roma sul sionismo del novembre 2009 organizzato dal Forum Palestina e quindi una ventina di interventi e relazioni di studiosi, giornalisti e attivisti italiani e stranieri che vi hanno partecipato.
Il convegno e il libro hanno avuto il merito di rompere un “tabù” che da troppi anni ha bloccato in Italia ogni discussione storica, politica sul sionismo accettando – nei fatti – l’egemonia della narrazione della leadership israeliana sulla questione palestinese e sull’operazione coloniale che ha portato nel 1948 alla nascita dello Stato di Israele, un dato questo che ha portato materialmente alla cancellazione della Palestina dalle mappe del Medio Oriente.
Neanche troppo velatamente gli autori e il libro replicano alla tesi esposta anche dal Presidente della Repubblica Napolitano, secondo il quale "l'antisionismo è antisemitismo". Una copia del libro verrà inviata al Presidente Napolitano affinchè abbia a disposizione materiale abbondante per rettificare la sua tesi che tutti gli autori respingono con forza.
Le domande poste per la discussione del convegno e approfondite nel libro, azzardano diverse questioni: il sionismo può essere considerato una ideologia diversa da quella eurocentrista e ultranazionalista che ha ispirato il colonialismo europeo dell’Ottocento e il neocolonialismo nel Novecento? Su questa domanda le risposte degli autori non sono tutte unanimi e la discussione annuncia una necessità di approfondimento. Altro tema di discussione e con valutazioni diversificate è la impraticabilità dell'ipotesi di "due stati per due popoli" e l'affacciarsi dell'ipotesi di uno Stato Unico (binazionale, confederale etc.) per tutti coloro abitano sul territorio della Palestina storica e che le Nazioni Unite nel 1947 divisero tra palestinesi e israeliani con confini sostanzialmente diversi da quelli imposti successivamente con la forza militare.
Per molti autori la realtà sul campo dice che si è quasi compiuto il sogno sionista di impossessarsi di tutta la Palestina scacciandone ben oltre la metà degli abitanti cui viene negato il diritto al ritorno (pur riconosciuto ufficialmente dall’ONU con la nota Risoluzione 194 del 1948).
Il libro e il convegno non hanno la pretesa di esaurire la discussione sull’argomento. Nelle intenzioni – dopo anni di pesante silenzio, anatemi o autocensure – esso intende però avviare una controffensiva politica e culturale decisamente critica verso il sionismo nell’opinione pubblica italiana, ed anche nella parte più avanzata delle comunità ebraiche in Italia e in Israele che pure hanno contribuito al convegno e alla realizzazione del libro. La pubblicazione è stata dedicata al giornalista de Il Manifesto Stefano Chiarini scomparso nel 2077 mentre era in discussione l'organizzazione del convegno.
Note:
Il libro "Palestina: una terra cancellata dalle mappe" (edizioni Rinascita, 268 pagine, 13 euro) contiene gli interventi di: Mila Pernice, Gustavo Pasquali, Miryam Marino, Cinzia Nachira, Wasim Dahmash, Stefania Limiti, Kutaiba Yunis, Maurizio Musolino, Sergio Cararo, Michael Warschavski, Jeff Halper, Bassam Saleh, Silvano Falessi, Martina Pignatti, Michel Giorgio, Paola Canarutto, Giorgio Forti, Fawzi Ismail, Vera Pegna, Nicholas Shahshani, Marco Benevento, Collettivo Autoganizzato Universitario di Napoli, Brigate di Solidarietà e per la Pace, Coordinamento provinciale di solidarietà con il popolo palestinese di Pisa. Inoltre ci sono contributi di Stefano Chiarini, Maurizio Matteuzzi, Danilo Zolo, Tariq Ali, Mauro Manno, Brian Klugg e alcune pagine di testimonianze fotografiche, di bibliografia e sitografia.
Da “s’arruga de Casteddu ‘e bàsciu” di Drer e la Crc, alle streets romane degli Assalti Frontali, passando per “sas carrelas de Siniscola” di Tzoku. L’ultimo CD di Drer & CRC Posse “In sa terra mia” ha un suono autentico e “militante”, con un linguaggio immediato e “fuori dai denti” carico di impegno sociale, con testi in limba campidanese. Questo è un lavoro maturo verace gustoso e succoso come le arance de Santu Sparau, che si insinua nei pertugi delle coscienze, con atmosfere che recano in se il corteo festante de “Sa Festa Manna”, sotto l’occhio attento degli agenti della “pulima” infiltrati in ogni dove, magari figli degli operai cassintegrati o nipoti di coloro che, nel Carso, hanno difeso lo Stato, che oggi ti vessa e ti spia, sempre attenti a “is tròdius” della meglio gioventù isolana.
